Festeggiando il bicentenario: Mansfield Park 2007

Nell’ultimo aggregatore c’è stato modo di ricordare il bicentenario di Mansfield Park, che cade per l’appunto questo maggio. Non sapendo bene come celebrarlo e non avendo gruppi di lettura a cui partecipare, ho deciso di immergermi negli adattamenti televisivi. Al momento ne ho visti soltanto due perciò comincerò passando in rassegna quello che è quasi unanimemente considerato uno dei maggiori affronti a Jane Austen: la versione televisiva del 2007, andata in onda sull’emittente ITV.

mansfield-park-2007

Mansfield Park 2007 (ITV)

Cominciamo dal cast.

Billie Piper nei panni della protagonista è la prima e più clamorosa mossa falsa: è vigorosa dove Fanny è fragile e malaticcia e possiede dei lineamenti marcati e un’espressione sfrontata che mal raccontano una storia di remissività. Il personaggio che le hanno messo in mano, in ogni caso, è decisamente diverso da Fanny in ogni attributo donatole da Jane Austen. Nel romanzo Fanny non riesce a camminare o stare al sole troppo a lungo senza affaticarsi o essere colta da mal di testa, in questo film è perennemente impegnata a correre su e giù dalle scale, a cavalcare al galoppo, a ruzzolare per il giardino. Nel romanzo Fanny è troppo timida e spaventata per reagire alle frecciate e alle cattiverie che le provengono dalla famiglia Bertram e per questo si ritrae in se stessa in un perenne stato di allarme e agitazione; in questo film ride spesso di cuore e sembra felice e spensierata, tanto che ci riesce difficile credere alla sua voce fuori campo che racconta una vita di umiliazioni. A un certo punto la vediamo addirittura rispondere a tono a Mrs. Norris! La Piper se la cava bene nel dar vita a una ragazza vivace, ma fallisce nei toni scuri: il progressivo avvicinamento tra Edmund e Miss Crawford viene osservato con l’evidente costernazione che la creatura di Jane Austen non si sarebbe mai permessa di mostrare e il pianto disperato di Fanny, che non può accettare la proposta di matrimonio di Mr. Crawford ma è esageratamente addolorata dei conseguenti rimproveri di Sir Thomas, si risolve in un po’ di occhioni lucidi e qualche singhiozzo. Nulla di più lontano dal viso rosso e sconvolto che il capofamiglia di Mansfield decide di risparmiare alla vista di Mr. Crawford.

Blake Ritson è appena meglio alle prese con Edmund, che mai avremmo immaginato così bello (se qui l’attore è un po’ sottotono, esploderà nei panni di Mr. Elton nell’ultimo adattamento della BBC). Anziché rappresentare il monolitico ritratto della fermezza, dei valori e della rettitudine (insomma, della noia), il suo Edmund è immerso in un perpetuo stupore. Con quei suoi occhioni da rettile costantemente sgranati, Ritson sfodera di fronte alle attrattive di Miss Crawford la stessa espressione svagata (ma senza dubbio egli intendeva sembrarci rapito) che ha riservato alla cugina, alle sorelle, al padre e al carlino della madre.

mansfield park 2007 blake ritson and billie piper

Billie Piper (coi capelli sempre inspiegabilmente sciolti) e un allucinato Blake Ritson

La prima (l’unica?) sorpresa piacevole è Hayley Atwell nei panni della maliarda Miss Crawford. Meglio così non si poteva proprio trovare: è bruna e provocante, ha una voce piena di fascino e scocca occhiate maliziose in grado di far soccombere chiunque. Il suo personaggio è piuttosto fedele alla Mary che conosciamo, con un pizzico di determinazione a prendersi gioco degli altri in più e molti, molti dissidi in meno, soprattutto quando si tratta di scegliere tra la vita di società e le nozze con l’uomo che ha imparato ad amare. Suo fratello Henry, invece è portato sullo schermo da un attore molto più bello e molto meno carismatico di quanto questo estratto del romanzo lascerebbe supporre.

[Mary’s] brother was not handsome: no, when [Maria and Julia] first saw him he was absolutely plain, black and plain; but still he was the gentleman, with a pleasing address. The second meeting proved him not so very plain: he was plain, to be sure, but then he had so much countenance, and his teeth were so good, and he was so well made, that one soon forgot he was plain; and after a third interview, after dining in company with him at the Parsonage, he was no longer allowed to be called so by anybody.

(Mansfield Park, cap. 5)

mary-crawford

La meravigliosa Hayley Atwell nei panni di Miss Crawford

Tutto il resto è noia: Maria e Julia Bertram si dimenticano in un battibaleno, l’arpia Mrs. Norris è assai meno formidabile, nella sua meschinità e grettezza, del suo corrispettivo cartaceo, Sir Bertram non sa di nulla e sua moglie è incredibilmente sveglia. Il resto del cast maschile, invece, si salva: buono Tom Bertram, credibile Mr. Rushworth e molto piacevole William Price.

Per quanto riguarda l’adattamento della trama, è più facile stabilire che si tratta di un film non tratto, bensì ispirato da Mansfield Park — tanti e tali sono gli stravolgimenti, le omissioni e le modifiche. Ho già scritto che Fanny non è la Fanny che ci ha raccontato Jane Austen: aggiungerò che tutti gli altri personaggi, pur molto più fedeli agli originali, sono decisamente meno problematici e più facilmente interpretabili. Per esempio, si dà il caso che stiamo discutendo da duecento anni tondi tondi dell’effettivo coinvolgimento di Henry Crawford per Fanny (e viceversa…): era innamorato? Si credeva innamorato? Recitava? Tutto questo insieme? Il film la risolve in un battibaleno mettendogli in bocca, mentre si offre a Fanny, le stesse parole che aveva usato per sedurre Maria. Dunque è deciso: Henry è sempre stato un manipolatore.

Un’altra scelta che allontana questo film dal romanzo a cui dice di ispirarsi è la soppressione del viaggio di Fanny a Portsmouth, un piano orchestrato da Sir Bertram per far sentire alla protagonista la differenza tra la vita che Mr. Crawford promette di offrirle e l’ambiente della sua famiglia d’origine, assai più umile e sregolato. Portsmouth è dunque una tappa fondamentale non solo per Fanny ma anche per i Bertram, che assaggeranno la loro stessa medicina quando si troveranno costretti a confrontare il comportamento dei propri figli con quello della nipote che hanno allontanato e scopriranno di avere molto da perdere nel cambio. Tuttavia, la decisione di eliminare questo segmento fondamentale della storia fa più sorridere che arrabbiare, perché più che una cattiva comprensione del romanzo rivela un’assai più prosaica ristrettezza di budget (di cui erano già spie la riduzione all’osso degli ambienti in cui girare, i vestiti riciclati, la cancellazione del ballo in onore di Fanny e il fatto che circa la metà del film si svolga all’aperto).

Insomma, questo film è un mezzo disastro: i pochi soldi, un casting scellerato e una sceneggiatura che in una società più equa avrebbe condotto all’amputazione delle mani di chi l’ha curata si sono infiltrati in un bel romanzo e l’hanno trasformato in una storia insulsa intervallata da momenti di pura demenza (mi riferisco in particolare agli ultimi dieci minuti).

Scheda IMDb del film (notevolissime le recensioni degli utenti)

Annunci

4 pensieri su “Festeggiando il bicentenario: Mansfield Park 2007

  1. Pure Joseph Morgan, piccolissimo tra l’altro.
    Non sapevo di questo adattamento, ma credo che lo eviterò. Ho visto solamente il film del 2000 e non mi è piaciuto molto. Ma credo che in generale “Mansfield Park” sia il romanzo di Jane che mi è piaciuto meno tra tutti.

    Mi piace

  2. Pingback: Festeggiando il bicentenario: Mansfield Park 1999 | Austenismi

  3. Pingback: Festeggiando il bicentenario: Mansfield Park 1983 | Austenismi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...