Aggregatore #8 [2-8 giugno]

Pride and Prejudice 2005 – Movie Discussion

Questo è un commento molto interessante sull’ultimo film tratto da Orgoglio e pregiudizio: le scene più famose (il ballo in solitaria di Elizabeth e Mr. Darcy, Elizabeth allo specchio) vengono commentate con particolare attenzione ai movimenti di camera, alle inquadrature e alle scelte stilistiche del regista. Ho sempre pensato che Orgoglio e pregiudizio 2005 fosse un film molto infedele e molto mal recitato e ho pensato anche che i due protagonisti fossero stati barbaramente snaturati per meglio corrispondere a uno degli schemi cari alla rom-com, ma ora ho in animo di riguardarlo senza… pregiudizi.

Rediscovering Jane: A Comparison

Se si devono cercare le opere a cui Jane Austen si è ispirata, saltano alla mente soprattutto due o tre nomi: Edgeworth, West e Burney. In futuro ci occuperemo di tutte queste signore (sempre che riusciamo a trovare i loro libri: la West è scomparsa dai radar), intanto vi segnalo una recensione di Camilla che mette a fuoco uno dei maggiori difetti della Burney: la sua eccessiva verbosità. I suoi personaggi ciarlano senza sosta e lei non si preoccupa mai di inserire un discorso indiretto, un riassunto, qualcosa che acceleri il ritmo della scena. L’autrice di questo post se ne accorge e se ne infastidisce, elogiando invece la capacità di Jane Austen di tagliare e ricucire quando serve e anche quando uno non se lo aspetterebbe: per esempio, è sempre piuttosto frettolosa nelle dichiarazioni d’amore. Di Emma sappiamo che risponde all’ardore di Mr. Knightley dicendo quello ‘[j]ust what she ought, of course. A lady always does’ (Emma, cap. 49). Elizabeth è tanto eloquente e coraggiosa in occasione della prima proposta di Mr. Darcy quanto imbarazzata e confusa quando si tratta di dire sì: nel primo caso il dialogo tra i due viene dispiegato parola per parola, nel secondo la faccenda viene risolta con un vago discorso indiretto e i due protagonisti tornano a parlare in prima persona solo per mettere a nudo e confrontare i propri difetti e i propri errori. Se Jane Austen operi in questo modo con malizia è impossibile stabilirlo: sta di fatto che ottiene l’ottimo effetto di suggerire senza dire chiaramente e queste allusioni sono solo piccole spinte per il lettore che può immaginarsi i momenti topici dei romanzi in mille modi diversi, e magari identificarsi di più.

Mary Crawford and the Mansfield “cure”

Sempre sul blog di Sarah Emsley, che vi consiglio nuovamente di seguire, Katie Davis riflette sulla promessa di Mrs. Grant ai giovani Crawford: ‘Mansfield shall cure you both – and without any taking in. Stay with us and we will cure you‘ (Mansfield Park, cap. 5). I due, lo sappiamo, non hanno la benché minima intenzione di essere curati da alcunché. Nondimeno, ci vanno parecchio vicini, e quando la loro strada si separerà da quella dei Bertram tutto indica che ci metteranno un bel po’ a recuperare la loro spensieratezza. Se mai la recupereranno.

henry-and-mary-crawford

Vi sembrano due che hanno bisogno di cure?

Novità: Jane Austen’s country life di Deirdre Le Faye (ed. Frances Lincoln)

Nuova uscita editoriale in arrivo, e di grande interesse (specialmente, sembra, per chi si diletta nell’esplorare la biografia di Jane Austen). La signora Le Faye, nome ben noto a chi bazzica gli Austen studies, torna in libreria per raccontarci il contesto rurale in cui Jane Austen è vissuta e che ha scelto come setting per i suoi romanzi. Ce ne parla il JASIT, sempre in prima linea quando c’è da diffondere questo genere di notizie succulente.

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